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Castel Sant'Angelo a Roma

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Il sepolcro imperiale voluto da Adriano tra il 128 e il 139 d.C. doveva apparire come un  edificio a tre corpi sovrapposti, rivestito da marmo bianco e alto circa quarantotto metri.
La zona prescelta, chiamata “Ager Vaticanus”  era la piana alluvionale sulla sponda destra del Tevere e in seguito destinata ad accogliere sepolture, giardini e ville aristocratiche.

L’intero complesso era diviso in vari livelli, il primo era costituito da un basamento quadrangolare rivestito da lastre marmoree decorato con rilievi. L’ultimo livello del basamento era costituito da una torre decorata con una statua raffigurante l’imperatore Adriano personificato nel Dio Elio nell’atto di guidare una quadriga (un cocchio trainato da cavalli)

Intorno alla struttura si trovava una cancellata ornata da pavoni in bronzo, animale sacro alla Dea Giunone e simbolo solare. Due di queste opere sono oggi conservate all’interno dei Musei Vaticani mentre nel periodo medievale erano collocate all’interno di Piazza San Pietro in prossimità della fontana.

Adriano non riuscì a vedere la sua opera compiuta a causa della morte nel 138 d.C., un anno prima della fine dei lavori del Mausoleo; fu quindi il suo successore, Antonino Pio, a consacrare il sepolcro e a trasferire le spoglie della famiglia e della moglie Sabina.

Sino al 217 d.C. circa, salvo alcune eccezioni, furono custodite al suo interno i resti dei successori di Adriano.

Grazie alla posizione strategica, vennero attuate varie modifiche. Il Mausoleo si estendeva sulle rive del Tevere, sfruttando a occidente la presenza del fiume. Il nuovo progetto prevedeva l’integrazione di Castel Sant’Angelo nel sistema difensivo della città per rendere protetta la capitale dell’impero da eventuali attacchi esterni. Provenendo da nord un ipotetico esercito sarebbe stato bloccato grazie alla presenza delle mura, del fiume e del ponte.

La Mole Adriana ha sempre avuto per Roma un ruolo fondamentale. Se la sua vicinanza alla Basilica di San Pietro la rendeva una roccaforte della cristianità, la sua posizione strategica faceva di Castel Sant’Angelo una struttura indispensabile per la direzione della città.
Il processo che doveva portare il Castello sotto il dominio pontificio ebbe inizio con l’apparizione dell’Arcangelo Michele,  a questo evento si deve il nome con cui è noto il monumento e la conseguente costruzione della Cappella posta alla sua sommità.
L’area che si estendeva fra la Mole e la Basilica di San Pietro venne trasformata in una cittadella fortificata chiamata “Civitas Leonina”, inaugurata nel ‘855. Era dotata di recinzioni che racchiudevano entrambi i monumenti. Era dotata di quarantaquattro torri e tre porte.
Il Mausoleo fungeva da punto di congiunzione fra la zona protetta e la città abitata divisa dal fiume e dal ponte Elio oggi noto con il nome di Ponte Sant’Angelo.
Nel periodo medioevale la Mole fu contesa tra le varie famiglie baronali che lottavano per il dominio della città. Durante il periodo della lotta per le investiture, le truppe di Enrico IV invasero la zona Vaticana e il castello fornì il rifugio all’allora Papa Gregorio VII che vi rimase fino all’arrivo dei Normanni circa due anni dopo.
Durante il XII secolo, il dominio del Castello passò nelle mani degli Orsini che ne detenettero il controllo per tutto il duecento. Durante il periodo di autorità di questa casata vennero promosse campagne di restauri e migliorie: le antiche strutture presenti sulla sommità della Mole vennero inglobate in blocco squadrato assumendo l’aspetto di una torre al cui interno si trovava la Cappella dedicata all’arcangelo Michele.
Fu inoltre realizzato il primo passaggio fra il castello e gli appartamenti Vaticani, noto con il nome di “passaggio di Borgo”.
Durante il periodo del ‘400, Niccolò V perfezionò l’aspetto residenziale della Mole, operazione per la quale commissionò gli architetti Rossellino e Leon Battista Alberti. Il Papa fece costruire due distinti appartamenti dividendo l’area in due corti semicircolari con funzioni diverse: la parte est dedicata agli ambienti di servizio, mentre la parte ovest era destinata al deposito delle armi.
In periodo mediceo vennero apportate ulteriori modifiche agli appartamenti. Venne aggiunta la Cappella di Leone X e i due camerini privati di Clemente VII.

Dalla seconda metà del ‘500, la Mole venne sempre più adeguata alle esigenze militari del periodo. Venne realizzato un sistema difensivo molto più articolato, rendendo Castel Sant’Angelo un grande deposito di armi e munizioni mantenendo tuttavia la rappresentanza militare dell’area Vaticana.
La fortezza contava circa cinquecento uomini, quattro corpi di guardia, armerie, un silos per il grano, un ospedale e tre cappelle. Una cella sotterranea era destinata al magazzino per la neve, bene indispensabile per la conservazione dei cibi durante il periodo estivo.
Nel 1734 fu realizzato l’ascensore che permetteva a due persone di arrivare dall’Atrium Romano alla Sala di Apollo grazie al contrappeso del piombo che consentiva la discesa e la salita.
In età napoleonica, Roma venne occupata dalle truppe francesi, Pio XI fu costretto a esiliare e gli stendardi pontifici vennero sostituiti con le bandiere tricolore, perfino la Statua rappresentante l’Angelo venne dipinta con i colori della bandiera francese.
Il 1870 è un anno importante in quanto Roma viene annessa allo Stato Italiano rendendo così Castel Sant’Angelo una fortezza vaticana. Vennero costruiti i nuovi argini del Tevere e venne demolita la parte anteriore della Mole e la parte difensiva eretta dal Papa Urbano VIII.
Nel ‘900 andava a compimento la smilitarizzazione del Castello grazie alla sua assegnazione al Ministero della Pubblica Istruzione.
Durante la prima guerra mondiale vennero contenute al suo interno le opere d’arte fra cui i cavalli bronzei della Basilica di San Marco di Venezia.
Nel 2013 Castel Sant’Angelo si è confermato il quinto sito italiano più visitato con circa novecentodiciottomila turisti.



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