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L'Arco di Tito al Foro Romano

 
Per prenotare un tour con guida per ammirare la l'Arco di Costanntino a Roma e l'area archeologica dei Fori Imperiali, vi preghiamo di contattare il nostro ufficio prenotazioni al numero 055/2670402 oppure scrivere a info@ticketsrome.com oppure CLICCARE QUI


L’Arco di Tito, uno dei monumenti meglio conservati all’interno del Foro Romano, venne ultimato con tutta probabilità nel 90 d.C.

L’opera consisteva nella celebrazione delle imprese dell’imperatore Tito Flavio Vespasiano. Imperatore conosciuto principalmente perché durante il suo regno avvenne l’eruzione che cancellò Pompei nel 79 d.C.  Si tratta di un arco trionfale ad un solo fornice (ossia con una sola arcata), posto sulle pendici settentrionali del Palatino, nella parte occidentale del Foro di Roma.
L’Arco ci si presenta in tutta la sua imponenza con un’iscrizione, la quale era una dedica all’imperatore da parte del Senato; il 90 d.C., con tutta probabilità, deve essere l’anno in cui quest’opera monumentale fu ultimata. Subito dopo la fine del ‘600, l’opera fu quasi del tutto inglobata in un’altra struttura, il convento di Santa Francesca Romana e dovettero passare ben duecento anni per un nuovo intervento di liberazione dell’arco. Altri lavori molto importanti furono poi quelli di inizio ‘900, quando il manto stradale fu reso ancora più basso e in tal modo si riuscì ad ottenere un effetto emozionante e in grado di dare nuovo lustro al monumento, con le fondazioni ben messe in evidenza. Il visitatore, comunque, deve fare attenzione a non confondere questo Arco di Tito con un altro che aveva lo stesso nome e che era collocato in corrispondenza del Circo Massimo  di cui non è rimasta traccia.

Architettura e scultura.
 Sono ovviamente due i lati “estetici” che balzano immediatamente all’occhio di ogni turista e visitatore di fronte a un arco così imponente e celebrante: l’architettura e la scultura.
Ci troviamo con quest’arco nell’epoca augustea dal punto di vista architettonico e in questo caso si è preferito seguire dei modelli distanti anni luce dall’ispirazione di tipo ellenistico; si tratta, in pratica, di un capitello composito, composto di marmo e con uno zoccolo in travertino, ma non manca nemmeno il cemento. I fregi sono notevoli e svariati, con delle semicolonne che provvedono a inquadrare in maniera artistica le varie raffigurazioni. La scena in primo piano mette in luce un sacrificio, con tutte le caratteristiche dello stile romano e nessuna influenza greca: inoltre, la scultura risulta essere simbolica, il che rende le scene verosimili ed eleganti allo stesso tempo. Si può vedere in questa imponente raffigurazione Tito che viene trasportato in cielo da un’aquila, ovvero un’apoteosi e divinizzazione dell’imperatore, visto che si tratta di una venerazione assoluta e pomposa. Grande interesse viene destato infine dai rilievi dei pannelli ai lati del fornice. Anche ai lati il trionfo dell’imperatore diventa il motivo dominante, da un lato si può ammirare la quadriga in cui lo stesso Tito viene incoronato dalla Vittoria, mentre il lato sinistro illustra l’ingresso del corteo nella cosiddetta Porta Triumphalis, con alcuni inservienti che portano gli arredi del Tempio di Gerusalemme e delle iscrizioni delle città vinte grazie al prezioso contributo di Tito.

 



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