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Le Terme di Caracalla a Roma

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Le Terme di Caracalla o terme antoninianae sono uno dei complessi monumentali più famosi della Roma antica che ci sono pervenuti.
Le strutture termali non erano intese come luogo di villeggiatura dai romani di età repubblicana e imperiale come si usa pensare al giorno d’oggi, ma piuttosto come luogo di ritrovo e aggregazione sociale dove spesso si discuteva anche di argomenti di natura politica.

terme-di-caracacalla-romaL’edificio venne dedicato dall’imperatore Caracalla nel 216 d.C.  e si trovava nei pressi del circo massimo, in un’area che tutt’oggi non è invasa da edifici moderni. Queste terme furono progettate per soddisfare le esigenze del popolo della XII regio, dato che le persone appartenenti alle classi più altolocate usufruivano delle terme di Agrippa, Nerone e Traiano sull’Esquilino.
La costruzione secondo le fonti storiche più aggiornate fu cominciata dal capostipite della dinastia antonina, Settimio Severo nel 206 d.C. e continuata poi dal figlio Caracalla nel 216 d.C. Per l’approvvigionamento delle vasche termali fu creato un ramo speciale di tubature chiamato Acquae Antoniniane che proveniva dalle acquae marciae , uno dei più antica acquedotti di Roma che attraversava la Via Appia.
Per costruire le terme vennero distrutti tutti gli edifici preesistenti e spianata un’ampia area sul colle aventino. Per accedere al nuovo complesso venne costruita una strada di accesso che venne chiamata VIA NOVA.

La struttura venne costruita a forma  rettangolare che era tipica delle “grandi terme imperiali” . Vennero adibiti anche degli ambienti per lo studio.
Una volta entrati si accedeva direttamente al corpo centrale dell’edificio da quattro porte sulla facciata nord-orientale. Dall’asse centrale si può invece notare la presenza in sequenza di un calidarium, un tepidarium, un frigidarium e delle natatio; ai lati di questo asse sono disposti invece simmetricamente attorno a due palestre altri ambienti di pubblico utilizzo.
Le terme vennero poi restaurate da Aureliano, Diocleziano e Teodosio fino al 400 d.C. quando cominciarono ad essere lasciate in degrado dato la situazione politica assai critica nella quale versava l’impero romano d’occidente in quel periodo.
Una volta definitivamente decaduta la sua funzione originale, il complesso venne utilizzato anche a fini abitativi. Venne infine sfruttato anche come zona agricola, in particolare a vigneti utilizzati dai proprietari di ville vicine o di enti ed associazioni ecclesiastiche. Dal VI secolo continuò lo sfruttamento dei ruderi come cava per materiali di pregio (marmi e metalli) e per edifici (architravi, colonne, ecc.). Il Duomo di Pisa e la basilica di Santa Maria in Trastevere  vennero utilizzate strutture architettoniche prelevate dalle terme di Caracalla.

I primi scavi vennero iniziati sin dal XVI secolo sotto il pontificato di e furono rinvenute statue tutt’oggi. Numerose tra queste opere infatti, sono entrate a fa parte della collezione Farnese e vennero poi trasferite a Napoli per vicende ereditarie e dinastiche. Tra i pezzi di scultura più famosi ritrovati tra le rovine delle terme ci fu anche il torso del Belvedere, oggi conservato presso i Musei Vaticani , e che rappresenta un’avanguardia per l'arte dell'età manierista a partire dall’epoca di Michelangelo.L'ultima colonna intera del complesso  venne prelevata nel 1563 per essere poi donata da papa Pio IV al primo granduca di ToscanaCosimo I de Medici, che la fece collocare al centro di piazza Santa Trinita a Firenze nei pressi del ponte, dove divenne rinominata “Colonna della Giustizia”.
Anche nel XIX secolo vennero effettuati numerosi scavi. Nel 1901 e nel 1912 furono invece liberati i sotterranei, lavoro che si prolungò nel 1938, quando venne riportato alla luce il mitreo, il più grande esempio di caverna artificiale conosciuto a Roma.
Presso le Terme di Caracalla vennero inoltre ospitate le gare di ginnastica delle Olimpiadi di Roma del 1960.

Dalla seconda metà del XX secolo la parte centrale delle terme è stata utilizzata per concerti e rappresentazioni teatrali all'aperto e in particolare per la stagione estiva dell'Opera di Roma. Nel 2000 il complesso si è deciso di liberarlo dalle strutture aggiunte per gli spettacoli.
In seguito al terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 l'edificio ha subito dei danni[ ma rimane comunque l’esempio più imponente di edificio termale dell’antica Roma.



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