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Villa Adriana a Tivoli

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Appena fuori dalla capitale, nella splendida cornice di Tivoli si può ammirare uno dei complessi archeologici più grandi e rimasti integri dell’epoca romana. Costruita nel II secolo d. C. dall’imperatore Adriano, dal quale prende il nome, la villa venne eretta sulle spoglie di precedenti costruzioni di epoca Cesariana. Dalle fonti storiche in possesso ed in particolar modo dall’Historia Agustii sembra che la villa fosse arrivata in eredità alla moglie di Augusto Vibia Sabina, agli inizi del II secolo d.C.

Nel 1999 la villa venne dichiarata Patrimonio dell’Unesco e tutt’oggi è uno dei siti maggiormente visitati grazie ai suoi monumenti, templi e parchi acquatici di cui l’imperatore aveva circondato la villa. L’area sulla quale si estende il parco archeologico è di circa 300 ettari ed è suddiviso in quattro nuclei in cui Adriano, secondo le fonti aveva riprodotto i monumenti che durante i suoi viaggi all’interno dell’impero romano aveva visto e dei quali era rimasto colpito.

Queste copie anche se arricchite e progettate in base alle ultime regole architettoniche romane  avevano conservato i nomi originali: Liceo, l'Accademia, il Pritaneo, il Pecile di Atene, il Canopo sul delta del Nilo, la Valle di Tempe in Tessaglia. Come si può ben comprendere dai nomi sopra riportati, ad inspirare maggiormente l’opera dell’imperatore del Vallum Adrianii, furono la Grecia e l’Egitto, considerate all’epoca le culle delle arti classiche.

visitare villa adriana tivoliLa villa richiese quasi venti anni di costruzione come si può notare dai bolli laterazi presenti sui mattoni. Si narra che l’imperatore Adriano poté godere degli splendidi scenari della villa solo gli ultimi anni della sua vita. Gli archeologi hanno studiato la localizzazione dei vari nuclei e hanno compreso che l’afflusso di acqua utilizzata per creare le pittoresche vasche proveniva da una rete di affluenti del fiume aniene che scorrevano al di sotto e al di sopra della superficie.

I principali complessi che hanno reso famosa la villa sono:
IL PECILE: ovvero portico dipinto rappresenta e prende ispirazione dallo Stoà Pecile di Atene.
Era costituito da una piazza quadrangolare circondata da un portico appunto, colonnato seguito da edifici termali che andavano a confluire infine nel Canopo composto da una splendida vasca.

CANOPO: si tratta di una struttura circolare che evoca con il proprio nome una città dell’antico Egitto in cui si trovava il tempio della dea Serapide. La vasca d’acqua vuole rimandare all’affluente che congiungeva la città di Canopo con Alessandria sul delta del Nilo. La vasca presenta sul suo fondo un’esedra su cui si trova il triclinio imperiale, nota sedia a forma di letto reclinato sul quale sedevano l’imperatore ed i suoi commensali durante i banchetti che lì venivano organizzati.

PIAZZA D’ORO: complesso rettangolare circondato da colonne che taglia longitudinalmente la distesa dei giardini. Su un lato corto della vasca si trova un edificio a pianta ottagonale sormontato da una cupola. Le colonne del peristilio sono fatte di marmo cipollino e granito egiziano. Per raggiungere la parte centrale dell’edificio bisognava prendere un corridoio di forma convessa che dava l’impressione di accedere ad un luogo magico, che all’epoca doveva essere circondato da giochi di acqua e luci provenienti dalle fontane che circondavano la vasca.

TEATRO MARITTIMO: è probabilmente secondo gli studiosi una delle prime strutture della villa  e la prima casa di Adriano che vista la posizione appartata si prestava maggiormente a essere una residenza privata. Iniziata a costruire nel 118 d. C. è composta da un unico piano che non rimanda propriamente un teatro romano nella sua più classica delle forme. E’ presente un pronao di cui oggi non resta più niente, un atrio e vari affreschi che dovevano adornare i pavimenti. All’interno si trova un portico centrale di forma rotonda circondato da colonne ioniche e da un piccolo giardino. La struttura posta nel mezzo della vasca non era collegata all’altro lato con ponti in muratura per cui tutte le volte che si doveva raggiungere l’altro lato si doveva montare una struttura mobile.

LE TERME: Vicino al Canopo si trovano delle strutture termali di dimensioni grandi e piccole di cui rimangono poche tracce. Le misure differenti con cui erano state costruite indicava che di diversa estrazione sociale dovevano essere le persone che vi accedevano. Le piccole terme erano probabilmente a stretto uso della famiglia imperiale e della nobiltà di alto rango, mente le grandi terme erano dedicate quasi sicuramente a coloro che lavoravano nel grande complesso. Vi erano dei piccoli alloggi nei pressi delle terme che dovevano essere dedicati alle guardie.

L’ANTINOEION: Lungo la strada in cui si accedeva la grande vestibolo del complesso monumentale vennero scoperti in seguito i resti di quello che doveva essere un tempio dedicato ad Antinoo, amante dell’imperatore e che lui aveva divinizzato dopo la morte prematura. E’ costituito dalla base di due templi con un’esedra centrale circondati da un recinto sacro. Al centro dei due templi è stata identificata la base di un obelisco, che dalle fonti è stato riconosciuto come l’obelisco de Pincio, eretto nel 134 d.C. e che è con tutta probabilità il luogo di sepoltura dell’amante/dio Antinoo.

SALA DEI FILOSOFI: è la sala posta nel mezzo tra il Pecile e il Teatro Marittimo Si trattava di un luogo in cui venivano effettuate le riunioni tra l’imperatore ed i politici. Dai resti rinvenuti si è compreso che la stanza era ricoperta di marmo rosso simbolo del potere dell’imperatore. Questo straordinario monumento venne saccheggiato da Totila e conobbe lunghi secoli di oblio, durante i quali divenne "Tivoli Vecchio", ridotta a cava di mattoni e di marmi per la vicina città di Tivoli, importante sede vescovile. Alla fine del Quattrocento, lo storico Biondo Flavio la identificò nuovamente come la Villa dell'Imperatore Adriano di cui parlava l'Historia Augusta, e nello stesso periodo Papa Alessandro VI Borgia promosse i primi scavi, durante i quali vennero ritrovate le statue di Muse situate al Museo del Prado di Madrid. Nel Cinquecento cominciò invece la ricerca da parte di collezionisti di statue e mosaici per abbellire le loro residenze romane.
I primi scavi furono eseguiti nella seconda parte del cinquecento da parte d’Ippolito II d’Este, figlio di Lucrezia Borgia, che avvalendosi dell’opera di Pirro Longorio si fece costruire una magnifica villa sulle basi dell’antico palazzo vescovile ed arricchendola oltre che dei manufatti rinvenuti all’interno della villa di epoca romana anche di straordinari giardini e decorazioni.

Durante il settecento la villa Adriana fu tappa di viaggio dei gran Tour che andavano molto di moda in Europa in quel periodo tra le persone facoltose. Alla fine Ottocento, dopo vari passaggi di proprietà e frazionamenti, Villa Adriana fu acquistata solo in parte dal Regno d'Italia, che vi iniziò i primi lavori di restauro.
Ancora oggi non sono mai stati fatti scavi approfonditi nell’area archeologica ma solo dei piccoli sondaggi inerenti a particolari aree a rischio. Rimane quindi molto lavoro da fa per riuscire a comprendere le varie fasi di costruzione del complesso monumentale.



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