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Villa dei Quintili Roma

 

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Villa dei Quintili è un sito archeologico situato a Roma. Si trova lungo l’Appia Antica e si estende verso nord sul poggio creato da eruzioni vulcaniche fino al corso d’acqua scavato dalla lava del vulcano laziale.

Villa dei Quintili è databile alla tarda età adrianea ovvero alla prima metà del II secolo d.C. I nomi dei proprietari sono stati incisi nelle condutture in piombo; si trattava dei due fratelli Sesto Quintilio Condiano e Sesto Quintinio Valerio Massimo (da qui il nome Villa Quintili), entrambi consoli nel 151, provenienti da una famiglia di nobili origini e grandi proprietari fondiari. I due fratelli erano fortemente ben voluti politicamente da Antonino Pio e Marco Aurelio, ma la loro fortuna e la loro ricchezza suscitò l’invidia di Commodo che nel 181 li accusò di aver congiurato contro di lui e li fece uccidere, appropriandosi di tutti i loro beni

Commodo è stato un imperatore di Roma che regnò dal 180 al 192. E’ descritto dagli storici come una persona stravagante e depravata. Figlio dell’imperatore Marco Aurelio, Commodo gli successe alla sua morte. Governò in maniera autoritaria, esibendosi in prove di forza e in spettacoli fra gladiatori, facendosi chiamare “l’Ercole romano”. Appoggiato dall’esercito al quale destinava delle consistenti somme di denaro, riuscì a mantenere il potere fino al 192 quando venne assassinato in un complotto organizzato da alcuni senatori.

Come accade per tutte le proprietà imperiali, la Villa dei Quintili passò nei secoli a varie istituzioni ecclesiastiche: la troviamo citata nei beni appartenuti al Monastero di Sant’Erasmo al Celio e in seguito in quello di Santa Maria Nova. La tenuta chiamata anche roma vecchia, forse per la grandezza dei suoi ruderi venne venduta all’Ospedale di San Giovanni in Laterano en el 1797 la proprietà venne acquistata da Giovanni Raimondo Tarlonia, al quale Pio IV fornì il marchesato qualche anno dopo.

Lungo le vie consolari, i romani costruivano le proprie tombe, Villa dei Quintili venne costruita in un luogo anticamente prestigioso, dove si trovavano i resti appartenenti a Orazi e Curazi e dove era situata, tra l’altro, la tomba di Tito Pomponio Attico, amico di Cicerone.

Fino alla fine del Settecento questi terreni fecero parte del patrimonio ecclesiastico. Erano i monasteri e in seguito la camera apostolica ad autorizzare l’uso dei materiali e guidare gli scavi condotti in queste zone.

Si ha conoscenza dei primi scavi guidati da Clemente XIII che portò allo sviluppo di una grande attività di appropriazione e commercializzazione di reperti archeologici. Molti scavi vennero condotti per arricchire la sala del Museo Pio Clementino, all’interno dei Musei Vaticani. Da questi sono state rinvenute opere visitabili, ancora oggi, all’interno del Louvre, la Giptoteca di Monaco e in Vaticano: tra questi l’Afrodite Braschi e diverse rappresentazioni del Fanciullo con l’oca.
Con il passaggio della tenuta alla famiglia Tarlonia, tutte le opere ritrovate andarono ad arricchire la loro collezione privata

La Villa appare come una struttura complessa e molto articolata: aveva ogni caratteristica attribuibile alle ville tipicamente romane. Troviamo un interessante sistema di condotti e cisterne che garantivano un buon sistema dell’acquedotto che permetteva l’uso del riscaldamento nei mesi invernali. Si possono notare due fasi costruttive: una prima risalente ai primi proprietari, i fratelli Quintili, e una seconda risalente a Commodo quando divenne la sua residenza imperiale.
Si possono distinguere cinque nuclei differenti estesi in un terreno di circa mille mq: partendo dall’ingresso troviamo il complesso termale, uno stadio, un nucleo residenziale, un giardino e un ippodromo.

L’area delle terme si presenta come un’aula rettangolare con due ampie finestre, il tutto strutturato su due piani. Al centro troviamo la piscina, in antichità rivestita in marmo. Le terme erano disposte su due livelli differenti perchè il primo era dedicato alle vasche di acqua calda mentre il secondo ospitava le vasche di acqua fredda e di cui si nota ancora oggi il complesso sistema di immissione ed emissione dell’acqua.  

La zona residenziale si affacciava su un ampio cortile anch’esso rettangolare decorato con marmo per la parte inferiore e con affreschi e dipinti per ornare la parte superiore e le volte. Si possono distinguere i due ambienti della villa: il primo privato dove si trovavano le stanze delle camere da letto e un secondo ambiente di rappresentanza, dove venivano fatti accomodare gli ospiti per i banchetti o le feste. In un vecchio locale, probabilmente in antichità una stalla, venne adibito l’Antiquarium dove vi sono contenuti i reperti ritrovati dall’inizio del Novecento.
Il resto dei ritrovamenti sono contenuti all’interno dei Musei Vaticani oppure sparsi nelle varie collezioni private.



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