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Piazza Navona Roma

 

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Parlando di Roma non possiamo non citare la celebre Piazza Navona. La sua forma ricorda quella di un antico stadio e venne costruita in stile monumentale per volere del Papa Innocenzo X.

Ai tempi dell’antica Roma era lo stadio di Domiziano che fu costruito dall’omonimo imperatore nell’85 d.C. e restaurato nel III secolo da Alessandro Severo. Era lungo 276 metri e largo 106 con una capienza di circa 30 mila spettatori.
Lo stadio era decorato con statue, una delle quali raffigurante Pasquino. Essendo uno stadio e non un circo non erano previsti i cancelli da cui uscivano i cavalli e i muri divisori a differenza, ad esempio, del Circo Massenzio.
Il nome della piazza era originariamente “in Agone” termine derivante dal greco che significa “giochi” poiché nello stadio si svolgevano le gare di atletica. E’ una leggenda quella in cui si dice che Piazza Navona veniva utilizzata per la rappresentazione di battaglie navali. Nel mese di agosto veniva allagata per lenire il caldo; in antichità la piazza era concava, venivano bloccate le chiusure delle tre facciate e l’acqua sgorgava in modo da allagarla. Oggi Piazza Navona è la miglior rappresentazione della Roma Barocca grazie opere di Bernini, Borromini e Rainaldi che abbelliscono questa leggendaria piazza romana.
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La piazza doveva celebrare la grandezza del casato dei Pamphilj, una famiglia nobile di Roma originaria dell’Umbria. Doveva essere ornata con opere di grande valore e al suo interno doveva ospitare l’omonimo palazzo. Per il riassetto dell’area vennero demoliti alcuni isolati vicini, mentre la gara per aggiudicarsi le commissioni venne combattuta tra i più importanti scultori del tempo.

Piazza Navona ha ospitato in tempi recenti un mercato che è diventato tradizionale nel corso degli anni. Particolare per l’ubicazione dei banchi che seguono una forma ovale, caratteristica che è tutt’oggi in vigore. Per ragioni di destinazioni turistiche, il mercato è stato oggi spostato nel vicino Campo de’ Fiori e ripristinato a Piazza Navona solo nel periodo natalizio. A partire dal dopoguerra, numerosi artisti e pittori hanno cominciato a frequentare la piazza anche per esporre il proprio lavoro. E’ nato, inoltre, l’uso della realizzazione di ritratti anche caricaturali per i passanti. In tempi recenti la Piazza è diventata luogo di incontro, specialmente la sera, che la rendono uno dei punti più attivi e interessanti della città.

La piazza è famosa anche per la presenza della magnifica Fontana dei Quattro Fiumi progettata dal Bernini nel 1648 che fu commissionata da Papa Innocenzo X. Questo rimase colpito dal bozzetto dello scultore nonostante il lavoro fosse già stato assegnato a Borromini.
Il progetto di Bernini prevedeva una vasca di forma ellittica con un blocco di marmo rappresentante delle figure, con al di sopra un obelisco egizio di imitazione romana.
Le quattro figure maschili rappresentano i quattro fiumi più lunghi del mondo secondo, ovviamente, le conoscenze geografiche del tempo: troviamo, quindi, il Danubio, il Nilo, il Gange e il Rio della Plata (solo successivamente, infatti, si è scoperto che il fiume più lungo delle Americhe è il Rio delle Amazzoni). Nonostante il progetto appartenga a Bernini, le statue vennero lavorate da alcuni suoi collaboratori: Raggi si occupò del fiume europeo, Fancelli di quello africano, Paussin dell’asiatico e Baratta dell’americano.

Ciò che attira maggiormente l’attenzione è la “rappresentazione” della presunta rivalità fra Bernini e Borromini: una tradizione vuole che la statua rappresentante il Rio della Plata abbia un braccio alzato come a proteggersi dall’imminente caduta della chiesa di Sant’Agnese, opera del Borromini. Mentre la statua del Nilo nasconde la testa sotto un velo per non vedere la chiesa. Sicuramente il capo nascosto ha una verità ben diversa in quanto la chiesa venne completata successivamente alla fontana.

Per tutta la loro vita, i due artisti si beffeggiarono con episodi anche spiacevoli ma nonostante il forte astio, al momento della morte nessuno dei due ha avuto una sepoltura degna del loro nome: il Bernini venne sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore mentre Borromini venne collocato nella chiesa di San Giovanni de’ Fiorentini con una lapide riportante solo il nome. 

 



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